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La liturgia della Settimana Santa

La liturgia della Settimana Santa

La vita degli uomini si compie, successivamente e progressivamente, nel tempo. Allo stesso modo si compie anche la vita nuova di noi cristiani, nuova proprio perché ricevuta da Dio in Cristo.

L’inizio di questa vita nuova e il suo progressivo sviluppo fino alla definitiva pienezza sono indicati col nome di Mistero Pasquale, che ha il suo momento centrale nella Settimana Santa. Il Mistero Pasquale, come testimonia ed educa la Chiesa, desiderata, voluta ed istituita da Gesù Cristo, consiste infatti nel passaggio – Pasqua vuol dire appunto passaggio – dal mondo, attraverso la Passione di Gesù, ovvero dalla sua obbedienza al Padre, verso il mondo nuovo, il Regno di Dio, iniziato duemila anni fa, grazie alla gloria della Risurrezione di Gesù e al dono dello Spirito Santo, che troverà appunto compimento presso il Padre alla fine dei tempi: Dio Padre è infatti l’unico che sa “il giorno e l’ora” (Mt 25, 13). Questo passaggio, già compiuto in Cristo e in Maria che l’ha accolto e gli ha dato la vita, continua a essere presente, a realizzarsi anche oggi nella Chiesa, dunque in ogni cristiano. E sarà completo al termine della storia, quando Gesù ritornerà nella gloria “per giudicare i vivi e i morti” (Mt 25, 31).

Per questo noi cristiani celebriamo ogni domenica questa liturgia, che ha appunto il suo inizio e il suo culmine nella Risurrezione del Signore: una liturgia che non è un semplice ricordo di un avvenimento passato, ma un atto presente che opera anche ora su di noi e tra noi, che siamo, come richiama San Paolo, “membra” del “corpo di Cristo” (1Cor 12, 27). Nella celebrazione liturgica non ricordiamo semplicemente quello che Gesù ha fatto, ma siamo di fronte ad una presenza: si chiama memoria.

Al centro della liturgia della Settimana Santa c’è la Veglia pasquale, che celebra l’intera storia della Salvezza culminante nella passione, morte e Risurrezione di Gesù. La Veglia pasquale, dunque la settimana Santa, si presenta come la più intensa celebrazione del Mistero Pasquale nella sua totalità. Il fatto di vegliare, significa che nella notte di questa vita noi aspettiamo l’alba della Risurrezione, che già ci illumina nella fede, attraverso la sua Parola, i Sacramenti e i carismi, e che si manifesterà completamente alla fine dei tempi. Un vegliare che nella nostra Parrocchia vogliamo sollecitare nel cuore di ognuno anche attraverso le cosiddette “40 ore”, che nei primi tre giorni della Settimana Santa desideriamo vivere davanti al Santissimo esposto all’adorazione.

I tre giorni del Triduo Pasquale della passione, morte e Risurrezione di Gesù, sono dunque il segno concreto di questo passaggio, preparato dalla penitenza, dalla preghiera, dal digiuno, dalle opere di carità vissuti in Quaresima e, aggiungiamo, in questa pandemia ancora in atto, alla gioia, così come è stato il passaggio, per Gesù, dalla morte alla vita.

Come cristiani viviamo con questa attenzione e questa responsabilità – siamo responsabili di essere amici nella Chiesa secondo l’incontro che abbiamo fatto con il Signore – la Settimana Santa, i suoi momenti liturgici, in particolare il Triduo, per arrivare convertiti – rinnovati – alla Pasqua celebrando l’Eucarestia più coscienti della letizia che comporta e del compito di ciascuno.

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